SocietÓ Immobiliari Alberghi e SIPPIC a Capri

giovedý 17 maggio 2018   Nessun commento
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SocietÓ Immobiliari Alberghi e SIPPIC a Capri

Il promotore della Società immobiliare alberghi era l'Ingegnere Emilio Errico Vismara, il cui nome compariva, già nel 1905, tra quelli degli azionisti di un'altra impresa molto importante nella storia del turismo caprese, la Società per imprese pubbliche e private per l'isola di Capri, ovvero Sippic.

La Sippic era stata costituita a Milano nel 1905. (archivio notarile distrettuale di Milano, notaio Girolamo Serina, 2 marzo 1905) Lo scopo della società era "l'impianto e l'esercizio di imprese elettriche e di qualunque altra impresa pubblica o privata, che potesse giovare allo sviluppo dell'isola di Capri" La società era nata qualche tempo prima come accomandita semplice e nel 1905 si trasformava in anomina, con un capitale sociale di 340.000 lire che poteva essere aumentato fino ad un massimo di 800.000. La modestia del capitale complessivo e delle quote individuali non deve lasciar pensare ad un investimento di scarso rilievo. Se infatti si indaga sui singoli nomi che compaiono nell'atto di costituzione della Società, si scopre che si tratta di esponenti di primo piano dell'economia italiana.

Maurizio Capuano ad esempio, era un avvocato napoletano, amministratore delegato della Società meridionale di elettrcità, la Sme, che era la società elettrica più importante del sud Italia e principale tramite tra gli esponenti più vivaci dell'imprenditoria napoletana e gli interessi elettro-bancari settentrionali. Capuano era presente nell'azienda caprese come investitore e non come amministratore, e, detenendo il 27,95% del capitale della Sippic, ne era il principale azionista; egli fu quindi sicuramente il promotore del progetto di elettrificazione dell'isola, come lo fu d'altronde per molte altre aree del sud Italia. Inserisco qui sotto i nomi dei soci costituitosi nell'atto di Milano nel 1905 - per memoria storica :

Tabella - 1 I soci all'atto della costituzione della Società per imprese pubbliche e private dell'isola di Capri (Sippic), Milano 1905

 Cognome e nome dei soci                                                                  Capitale in Lire                                                               Quote in %                                                                  
1. Cammeo Americo  10.000 2,94
2. Dolci Gerolamo 15.000 4,41
3. Brioschi Ing. Franco 20.000 5,88
4. Calderoni Augusto 5.000 1,47
5. Calderoni Silvio 5.000 1,47
6. Widmer Haller Carlo 5.000 1,47
7. Ancona Prof. Ugo 5.000 1,47
8. Silvia D. Giuseppe 3.000 0,88
9. Casalbore Rag. Cav.Alberto  25.000 7,35
10. Castaldi Ing. Gerolamo 20.000 5,88
11. Mildmay S. John Cav. Edoardo 10.000 2,94
12. Castiglioni Nob. Corrado 25.000 7,35
13. Stella Ugo 10.000 2,94
14. Irach Federico 10.000 2,94
15. Melzi Avv. Gennaro 2.000 0,58
16. Pontremoli Ing. Giuseppe 10.000 2,94
17. Grondono Cav. Alfonso 10.000 2,94
18. Capuano Maurizio 95.000 27,94
19. Vismara Ing. Emilio Errico 25.000 7,35
20. Tranfani Ing. Vincenzo 30.000 8.82
Totale 340.000 100

Fonte: Archivio notarile distrettuale di Milano, notaio Girolamo Serina, 2 marzo 1905.

Tra gli azionisti minori spicca anche il nome del giovane Federico Jarach, appartenente alla comunità ebraica milanese, che investì nella società solo 10.000 lire. All'epoca egli era socio di una piccola banca, ma negli anni successivi divenne un importante industriale, e, durante il fascismo, diventò presidente dell'Unione ebraica italiana, in virtù degli stretti rapporti che aveva con il Partito fascista e con il Duce. (Curiosità : Federico Jarach da giovane era stato amico del socialista Mussolini e in molti sostengono che fu proprio lui a convincere il Duce a prendere una posizione interventistica nella prima guerra mondiale) Giuseppe Pontremoli, altro piccolo investitore della Sippic, era anch'egli un esponente dell'elitè ebraica milanese e dal 1906 socio in affari di Jarach nella ditta Pellegrini-Jarach. Vicino agli ambienti sociali riformisti milanesi, alla Banca Commerciale Italiana (Comit) e agli elettrici lombardi, nel 1916 fu il direttore del nuovo gruppo finanziario editoriale denominato Società editoriale italiana, proprietaria, tra gli altri, dei periodoci " Il Secolo" e " La Gazzetta dello Sport" . Nell'elenco si nota ancora il nome dell'Ingegnere Franco Brioschi, anch'egli impegnato negli ambienti elettrici vicini alla Comit, e alla casa bancaria Zaccaria Pisa e partecipe a vario titolo di molte società elettriche, tra cui naturalmente la Società Brioschi per imprese elettriche. Compariva inoltre il professore Ugo Ancona, che, al termine del primo conflitto mondiale, fece parte della commissione economica del dopoguerra nella sezione Quindicesima, che doveva occuparsi della utilizzazione delle risorse idriche ed elettriche. Di questa commissione naturalmente non mancarono di far parte personaggi dello stesso ambiente, come Maurizio Capuano e Angelo Omodeo, vice presidente ed azionista per il 7,35% del capitale, era il ragioniere Alberto Casalbore, influente commercialista milanese, che rivestiva il ruolo di sindaco in numerose aziende : dall'Alfa alla Società milanese alberghi. A partire dal 1916 Casalbore fu anche vicepresidente delle Rubinetterie riunite, industria meccanica di cui Federico Jarach era il principale azionista. Si noti infine la cospicua presenza nell'azionario della Sippic di ingegneri e tecnici dell'industria elettrica, tra cui spicca soprattutto Emilio Errico Vismara. Vismara apparteneva all'area del social riformismo milanese ed era amico della coppia Turati Kuliscioff. La sua figura è molto vicina a quella del più noto Angelo Omodeo, l'ingegnere socialista che fu l'ispiratore del famoso discorso parlamentare di Filippo Turati " Rifare l'Italia" del 1920. Nel 1904 Emilio Vismara, insieme con Angelo Omodeo, si era trasferito temporaneamente in Sicilia per elaborare un piano di sviluppo idroelettrico dell'isola. L'ingegnere modenese aveva poi presentato il progetto nell'opuscolo "Lo sviluppo idroelettrico della Sicilia", pubblicato a Milano nel 1908, ristampato l'anno successivo in lingua francese e recensito entusiasticamente da Giovanni Lorenzoni sulla " Critica Sociale". Vismara non era soltanto un tecnico, ma anche un uomo d'affari: nel 1902 Maurizio Capuano lo aveva chiamato a dirigere la Società tirrena di elettrictà, la branca che si occupava di energia idroelettrica della già citata Società meridionale di elettricità, fondata nel 1898 e diretta dallo stesso Maurizio Capuano. Non compariva tra gli azionisti il presidente del Consiglio di amministrazione della Sippic, Edwards O. Alfred, sul quale rare sono le informazioni. La Sippic assunse da subito un ruolo di primo piano nella modernizzazione di Capri, dedicandosi alla costruzione non solo di una centrale elettrica ma anche di una funicolare. L'dea di una funicolare che unisse la Marina al borgo si era affacciata già nel 1892: tuttavia solo nel 1903 la Sippic se ne aggiudicò l'appalto. La funicolare entrò in funzione nel 1907 mentre l'energia elettrica iniziò ad essere erogata ai privati l'anno successivo. La nascita e l'attività della Sippic vanno quindi inquadrati in un periodo in cui cominciava ad essere forti gli interessi da parte dell'industria elettro-bancaria milanese e del governo nello sviluppo dell'industria elettrica nel sud Italia. Nel nuovo clima creato dalla citata legge del 1904 l'area napoletana fu oggetto di un intervento massiccio di industriali e di banchieri settentrionali. Aprirono una sede a Napoli, in particolare, le due grandi banche "miste": la Banca Commerciale Italiana" e il Credito Italiano. Proprio la Società meridionale di elettricità di Capuano, come sottolinea Augusto De Benedetti, fu l'esempio principale di quella complessa integrazione tra iniziative esterne e ristrette forze locali che il Ministro Francesco Saverio Nitti aveva auspicato ai primi del secolo.

Il caso di Capri, insomma, va aggiunto al quadro ricostruito da De Benedetti. L'appartenenza della Sippic al gruppo elettro-bancario finanziato dalla Comit, dalla Bastogi, dalla Zaccaria Pisa, e da capitali franco-belgi è confermata anche da un dettaglio, segnalato da Giuseppe Barone: anche gli uffici amministrativi della società "Caprese" erano collocati a Milano, in quei locali al numero civico 21 del Foro Bonaparte, dove si concentravano le sedi delle numerose società appartenenti al gruppo: dalla già ricordata Tirrena, alla Società idroelettrica del Brasimone, alla Bonifica del Maccarese. Se Emilio Errico Vismara compariva nella Sippic, come un'azionista tra gli altri, senza un rilievo particolare, nel 1918 invece l'ingegnere modenese ebbe un ruolo ben più importante nella fondazione della Società immobiliare alberghi (Sia) . Quest'ultima infatti nacque a Milano il 18 marzo 1918 in forma di società in accomandita semplice con due soli soci, Vismara appunto e il "benestante" Vitale Sansone; il capitale di lire 100.000 apparteneva in parti uguali ai due soci. L'oggetto sociale era la "compravendita di immobili, specialmente per l'uso di alberghi sull'isola di Capri". Non a caso, comunque, il notaio che rogò l'atto, Federico Guasti, era il notaio preferito della Comit. La stipula dell'atto costitutivo della Società immobiliare albeerghi fu di alcuni giorni successiva all'acquisizione sia dell'Hote Vittoria Pagano che del nuovo albergo dei Morgano. Dell'acquisto dell'Hotel Pagano si è già detto, nell'articolo precedente di questo blog edilblucase. L'atto di cessione di affitto dell'altro hotel, il Morgano, stipulato nel 1918, conteneva una clausola che recitava : " l'esercizio sarà condotto sotto quella ditta che piacerà all'Ingegnere Vismara, senza nessuna ingerenza e responsabilità del locatore". E' chiaro quindi che Vismara pensava già di affidare la gestione dell'hotel alla Società immobiliare alberghi. Nell'atto si legge che l'albergo possedeva acqua fredda e calda e anche un impianto completo di luce elettrica e di suoneria con campanelli in ogni stanza. L'albergo locato risultava essere composto da un fabbricato, dove un tempo si trovava l'ex Hotel Royal completamente rimodernato, e da due nuovi fabbricati contigui di recente costruzione. Nel giro di pochi mesi i numerosi investimenti compiuti trasformarono la Società immobiliare alberghi in Società anonima con un Consiglio di amministrazione composto da Emilio Errico Vismara, da Vitale Sansone e dal marchese Emanuele Ordono De Rosales. Tra i sindaci figurava il ragioniere Arturo Ciccognini. Quest'ultimo era un personaggio molto legato a Vismara: sedeva infatti anche nel Consiglio d'amministrazione della Società generale elettrica della Sicilia, della quale Vismara era amministratore delegato. Il progetto di acquisizione e di trasformazione di altre importanti unità immobiliari continuò: nel 1919 la Società immobiliare alberghi acquistò l'Hotel Quisisana e le pensioni Villa Igea e Villa Sirena, tutti a Capri. In tutte queste strutture la Società immobiliare alberghi investì fortemente, rendendole competitive e degne di far parte di una grande hòtellerie. Trai problemi da risovere per potere offrire un servizio ricettivo di lusso, il il principale era quello dell'acqua. Non esistevono a Capri fonti sorgive, il rifornimento idrico avveniva esclusivamente mediante l'utilizzo di acqua piovana raccolta nelle  cisterne sottostanti gli edifici. Solo nel 1927 gli alberghi più importanti si dotarono di acqua potabile, trasportata dalla terra ferma con navi cisterna. La presenza della Società Immobiliare alberghi a Capri divenne dunque imponente e simbolo della posizione di potere che Vismara aveva conquistato nell'isola fu la Villa sontuosa che l'ingegnere fece costruire negli anni '20 di fronte ai Faraglioni.

Per non divulgarmi oltre, concludo che l'intervento di Vismara si dimostrò vincente  a Capri, se consideriamo che sull'isola, a seguito del primo conflitto mondiale, un'intera classe imprenditoriale era scomparsa. Mentre in Sicilia non funzionò, tutti gli investimenti furono fallimentari, la decisione di acquistare gli alberghi più lussuosi dell'isola siciliana negli anni successivi alla prima guerra mondiale, quando ormai il turismo aristocratico era già in inarrestabile declino. 

Il Progetto del ministro Nitti di sviluppare il Mezzogiorno attraverso la "spinata esterna" degli imprenditori milanesi, si dimostrò invece vincente a Capri. Nella piccola isola infatti, il turismo si era già radicato da diversi decenni in maniera graduale; inoltre, l'ammodernamento delle strutture turistiche, realizzato dalla Società immobiliare alberghi di Milano, si è rilevata alla lunga indispensabile per lo sviluppo economico dell'isola di Capri.

La Sia fu sciolta il 15 giugno 1925, mentre era presidente l'onorevole Alberto Fassini.

 

 




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